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giovedì 12 gennaio 2012

L’IDIOZIA SCEMA, è per questo che sono ottimista, ma anche pessimista (analisi a pelo d'acqua)

La montagna di idiozie e idiotismi che sommerge la nostra civiltà industriale e post-industriale definita dell’informazione è tale perché la civiltà è ancora giovane e le genti mondiali fanno fatica ad uscire dal letargo della ragione; gli sfruttatori e gli speculatori hanno gioco facile, ma con il tempo e con le crisi che fanno diventare adulti si saprà meglio distinguere ciò che è necessario da ciò che è superfluo o zavorra o dannoso o letale per la coscienza e la salute (senza che siano pochi a dirlo a molti, che poi sarebbe il sonno di cui sopra). Magari un giorno si darà valore alla necessità nel consumo (magari sarà la crisi ad insegnarcelo, "necessariamente"), all’impegno ed a quella comunicazione e trasmissione delle notizie, dei concetti, dei pensieri e delle emozioni che saranno mosse da un motivo necessario e non superfluo di componimento e di fruizione, vi si conformerà la produzione di beni e sparirà l'immensa quantità di prodotti, merci e servizi superflui, morirà ogni forma di manipolatoria propaganda e varia inutilità. Il mondo sarà finalmente perfetto e vivremo felici e contenti.
Non sono d’accordo con chi ha nostalgia di un passato sempre vago. Non penso che oggi sia peggio di ieri, anzi, penso che si sia esteso lo stato di veglia, ma troppi hanno la testa piena di troppe idiozie, forse per menefreghismo egoistico o forse perché non sanno distinguere, comunque per ignoranza; e penso che l’egoismo sia espressione di ignoranza dei benefici e delle strategie della collaborazione e della condivisione, come della dannosità dell’esclusione e dello sfruttamento delle situazioni e che sia un'ignoranza trasversale al grado di istruzione.
Se un tempo si dava maggior peso alla sostanza era per carenza; e se si dava importanza all'impegno nella comunicazione e nell'arte era perché i compositori e fruitori erano in pochi, non erano oggetto e soggetti di strategie di marketing e potevano e dovevano impegnarsi, mentre la massa, oggi investita dall’onda di piena della possibilità e della comunicazione che la riguarda, semplicemente in quel tempo era fuori gioco.
Con la crisi diminuiranno le possibilità, la comunicazione permarrà e ci manterrà in gioco da spettatori, la frustrazione crescerà.
Oggi siamo tutti in gioco e noi masse matureremo o marciremo; e l’idiozia rinsavirà o perirà, comunque scemerà.

giovedì 5 gennaio 2012

Lei fomenta l'odio sociale

La mia casa non è come la vostra, è meglio.
La mia vita non è come la vostra, è meglio.
Io non sono come voi, sono ricco.